Illustrazione dell'anatomia dell'ano e del retto, con dettaglio della mucosa e dei terminais nervosi.
  • Cos’è?

    Il Sinus Pilonidalis o Cisti Sacrococcigea è una formazione cistica contenente spesso peli (pili nidus) che si sviluppa nel tessuto sottocutaneo della regione sacro-coccigea, a causa di un'infiammazione o infezione delle ghiandole sudoripare e dei peli presenti in quella zona. 

    È più frequente nei soggetti giovani di sesso maschile.
    Queste cisti spesso possono degenerare in ascesso. L’ascesso tende a svuotarsi del pus, percorrendo un tragitto neoformato detto fistola che parte dall’ascesso e sbuca in un orifizio cutaneo posto in posizione mediana o laterale rispetto alla linea intraglutea. 

    Cause

     Le cause principali del sinus pilonidalis sono legate a fattori come la presenza di peli incarniti, attrito, sudorazione eccessiva e traumi ripetuti nella zona. Questi fattori favoriscono l'accumulo di peli e detriti che possono infiammarsi, formando così il sinus. 

    Quali sono i sintomi?

    La sintomatologia può essere varia: il sinus può prensentarsi come piccola tumefazione poco dolente, fino a una fase "acuta" in cui, dalla cavità, fuoriesce pus fetido.

    Diagnosi

    La diagnosi si basa su una visita proctologica con esplorazione digitale e anoscopia. Può essere utile integrare con una Ecografia endoanale per scongiurare rapporti della fistola sacrococcigea col canale anale.

    Terapia

     La presenza di una raccolta ascessuale, in sede interglutea, necessita di un’incisione chirurgica per permettere la fuoriuscita del materiale purulento. Il semplice drenaggio dell’ascesso risolve momentaneamente la suppurazione ma, non prevedendo l’asportazione della cisti è seguita sempre da recidiva.

  • Il trattamento radicale della cisti pilonidale è garantito solo dalla ampia asportazione in blocco del granuloma, comprendente i suoi tragitti fistolosi e la cute soprastante. Questo intervento comporta la creazione di una ampia ferita chirurgica che arriva, in profondità, al piano presacrale. La tecnica, definita exeresi con il metodo aperto, prevede la guarigione della cavità residua, per seconda intenzione, cioè si caratterizza per una chiusura spontanea della ferita in un periodo variabile che può arrivare fino a 3 mesi.

    Un’altra tecnica, definita exeresi con il metodo chiuso, comporta la sutura diretta dei lembi della ferita che garantirebbe una guarigione più rapida (circa 15 giorni). Tuttavia il decorso post-operatorio si caratterizza per la presenza di un maggior dolore e soprattutto per un’elevata percentuale di ascessualizzazione che richiede la riapertura della sutura con guarigione per seconda intenzione.Non si ritiene, comunque, che i risultati siano migliori rispetto al metodo aperto.

    SILAC

    La tecnica SiLaC® (Sinus Laser Closure) prevede l’utilizzo del laser endoscopica per trattare la cisti pilonidale e i suoi tratti fistolosi. Questa procedura permette di risolvere l'infezione e di sigillare i canali fistolosi senza dover ricorrere a un'ampia escissione chirurgica. Grazie all'uso del laser, si può vaporizzare con precisione il tessuto infetto, limitando i danni ai tessuti sani circostanti e favorendo una rapida chiusura dei canali. Questa tecnica si distingue per la sua accuratezza e per la capacità di ottenere risultati estetici soddisfacenti, con cicatrici molto ridotte, recupero postoperatorio più rapido e meno doloroso.

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