Diagramma del retto
  • Cosa sono?

    Le emorroidi sono cuscinetti vascolari normalmente presenti nel canale anale. Quando si gonfiano o si infiammano, possono causare sintomi fastidiosi come bruciore, prurito, dolore e sanguinamento durante la defecazione. Possono essere interne o esterne.

    Cause e fattori di rischio

    Le emorroidi possono comparire per diverse ragioni: sforzi durante l’evacuazione, stitichezza, gravidanza, sedentarietà o predisposizione genetica.

    Sintomi

    • Sanguinamento anale

    • Dolore o fastidio durante la defecazione

    • Prurito, bruciore

    • Senso di peso o ingombro 

    • Tenesmo, cioè lo stimolo continuo di dover evacuare 

    • Fuoriuscita di tessuto, “procidentia esterna” (emorroidi esterne)

    Diagnosi

    La visita proctologica è semplice, non dolorosa e spesso risolutiva per individuare la causa dei disturbi. In alcuni casi può essere utile eseguire un’anoscopia o una rettoscopia.

    Quando rivolgersi allo specialista

    Se avverti sanguinamento anale, dolore persistente o altri sintomi, è importante non rimandare. Una diagnosi precoce aiuta a evitare complicazioni.

    1. Terapie mediche: creme, supposte, integratori, dieta ricca di fibre

    2. Trattamenti ambulatoriali:

      • Legatura elastica, consiste nell’introduzione di un sottile strumento attraverso l’ano per raggiungere le emorroidi interne e ,successivamente nell’applicazione di un piccolo anello di gomma elastica intorno alla base di una emorroide interna. Questo anello blocca il flusso di sangue verso la vena gonfia, causando la necrosi (morte) della emorroide, che poi si stacca spontaneamente nel giro di qualche giorno. La sensazione può essere di leggero fastidio, ma il procedimento è generalmente ben tollerato. Dopo, potresti avvertire un po’ di disagio o senso di pressione, che si allevia nel tempo. Ti verranno date indicazioni precise su come gestire eventuali fastidi e su cosa fare per favorire il recupero. È importante seguire le raccomandazioni del medico, mantenere una dieta ricca di fibre e idratarsi bene, così da ridurre la pressione sulla zona e favorire la guarigione. È una tecnica efficace e sicura - Richiede pochi minuti e si può eseguire in regime ambulatoriale con tempi di recupero rapidi.

      • Scleroterapia o “scleromousse”, procedura molto efficace e sicura che  consiste nell’iniettare una sostanza sclerosante direttamente nelle vene gonfie delle emorroidi interne. Questa sostanza provoca una reazione di infiammazione controllata, che porta alla cicatrizzazione e alla riduzione delle vene, diminuendo così i sintomi e le dimensioni delle emorroidi. È una tecnica minimamente invasiva, eseguita in ambulatorio, senza bisogno di anestesia generale. Durante la procedura, il medico inserisce un sottile ago attraverso un anoscopio, uno strumento che permette di visualizzare bene la zona, e inietta la sostanza sclerosante nelle emorroidi interessate. La sensazione può essere di leggero fastidio o bruciore, ma generalmente è ben tollerata. La procedura dura pochi minuti e permette di trattare più emorroidi in una sola seduta, se necessario. Dopo la scleroterapia, potresti avvertire un po’ di fastidio, senso di peso o leggero sanguinamento, che di solito si risolvono rapidamente. È importante seguire le indicazioni del medico, mantenere una dieta ricca di fibre, idratarsi bene e evitare sforzi eccessivi durante l’evacuazione. Questi accorgimenti aiutano a ridurre la pressione sulla zona e favoriscono il recupero. È una procedura rapida e poco invasiva, si può eseguire in ambulatorio senza anestesia generale. Ha tempi di recupero molto brevi ed è efficace per le emorroidi di primo e secondo grado, e anche in alcuni casi di grado superiore in cui sono controindicate altre tecniche, o come “bridge-solution”.

    1. Chirurgia: in casi selezionati, si ricorre a tecniche mini-invasive, in anestesia spinale:

      • Laserterapia, consiste nell’utilizzo di un raggio laser ad alta precisione per trattare le emorroidi. Questa procedura mira a ridurre le dimensioni delle emorroidi interne o esterne, eliminando i sintomi e favorendo una rapida guarigione. È particolarmente indicata per le emorroidi di grado lieve o moderato, ma può essere efficace anche in alcuni casi più avanzati, a seconda della valutazione medica. Durante l’intervento, il medico inserisce un sottile strumento che determina una fotocoagulazione laser dei rami arteriosi provenienti dalle arterie emorroidarie superiori, coagulando i vasi sanguigni e creando una retrazione della mucosa e dei tessuti circostanti. Questo processo riduce l’afflusso di sangue alle emorroidi, portando alla loro riduzione e alla scomparsa dei sintomi come sanguinamento, dolore e fastidio. La precisione del laser permette di trattare le emorroidi con danno minimo ai tessuti circostanti. Dopo la seduta, potresti avvertire un leggero fastidio o senso di pressione, ma generalmente il dolore è minimo. È importante seguire le indicazioni del medico, mantenere una dieta ricca di fibre, idratarsi bene e evitare sforzi eccessivi. È una procedura rapida, di solito completata in circa 15-30 minuti. È minimamente invasiva, con incisioni chirurgiche ridotte al minimo o assenti, offre un recupero molto rapido, spesso con ritorno alle normali attività già dopo pochi giorni con un ridotto rischio di complicanze e di dolore post-operatorio. È efficace per ridurre le emorroidi e alleviare i sintomi in modo duraturo, specialmente se si desidera un intervento rapido, con tempi di recupero ridotti e con un approccio meno invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale.

      • Mucoprolassectomia con Suturatrice: è una tecnica innovativa e minimamente invasiva per il trattamento delle emorroidi, particolarmente indicata per le forme di grado medio e avanzato che non rispondono ai trattamenti conservativi. Questa procedura utilizza una suturatrice circolare, spesso chiamata anche stapler, per rimuovere o ridurre le emorroidi attraverso una resezione della mucosa anorettale. Questa tecnica consente di riposizionare le emorroidi nella loro sede naturale, riducendo i sintomi di sanguinamento, dolore e sensazione di peso. Tra i principali vantaggi di questa tecnica vi sono la minore invasività rispetto alla tradizionale emorroidectomia, Tempi di recupero più rapidi, Riduzione del dolore post-operatorio, Minore rischio di complicanze e recidive. La procedura viene eseguita in anestesia spinale con sedazione o generale, a seconda del caso e delle esigenze del paziente. È fondamentale che questa tecnica venga eseguita da un chirurgo specializzato in chirurgia proctologica, in grado di valutare attentamente le caratteristiche cliniche del paziente e di scegliere l’approccio più adeguato. La corretta indicazione e l’esperienza del professionista sono determinanti per il successo dell’intervento e per minimizzare eventuali complicanze. D’altro canto, dagli ultimi studi scientifici è emerso che I risultati a breve termine sono buoni ma il tasso di recidive risulta elevato. Le complicanze pur infrequenti, sono a volte persistenti nel tempo e difficili da trattare. Pertanto, tale tecnica va proposta solo in casi selezionati.

      • Intervento di Dearterializzazione con Emorroidopessi con THD (Transanal Hemorrhoidal Dearterialization): rappresenta una tecnica innovativa e altamente efficace nel trattamento delle emorroidi di grado medio e avanzato. Questa procedura combina la riduzione del flusso sanguigno alle emorroidi con una plicatura (pessia) della mucosa, offrendo un approccio meno invasivo rispetto alla tradizionale emorroidectomia. La tecnica si basa sulla identificazione e la legatura delle arterie emorroidali, che sono responsabili dell’afflusso di sangue alle emorroidi. Utilizzando un dispositivo Doppler, il chirurgo localizza con precisione le arterie emorroidali e le lega, riducendo così l’afflusso di sangue e favorendo la riduzione delle emorroidi nel tempo. Successivamente, si esegue una plicatura (pessia) della mucosa anorettale superiore, che solleva e riposiziona le emorroidi nella loro sede naturale, riducendo i sintomi come sanguinamento, dolore e sensazione di peso. I Vantaggi dell’intervento sono la Minore invasività rispetto alla emorroidectomia tradizionale, Riduzione significativa del sanguinamento e delle recidive, Tempi di recupero più rapidi e minor dolore post-operatorio, Possibilità di trattamento in anestesia locale o sedazione, con minori rischi. L’intervento è indicato per pazienti con emorroidi di grado medio e avanzato, specialmente quando si desidera un approccio efficace ma meno traumatico rispetto alle tecniche tradizionali. È particolarmente indicato in casi di emorroidi ricorrenti o che non hanno risposto ai trattamenti conservativi. Tale tecnica deve essere eseguita da un chirurgo specializzato in chirurgia proctologica, che possa valutare attentamente le caratteristiche cliniche del paziente e pianificare il trattamento più adeguato. La corretta esecuzione di questa procedura garantisce ottimi risultati, con un basso rischio di complicanze e un rapido ritorno alle normali attività.

      • La emorroidectomia tradizionale secondo Milligan-Morgan, intervento che consiste in una incisione a “V” a partire dalla cute perianale e procede con la dissezione della mucosa e del plesso vascolare fino alla base del peduncolo vascolare artero-venoso. Quindi si passa un punto trafisso alla base del lembo scollato che viene annodato nel laccio ed asportato al di là del nodo con l’utilizzo di nuovi strumenti di coagulazione in radiofrequenza e ad ultrasuoni che riducono il dolore postoperatorio. Tra le colonne emorroidarie escisse rimangono dei ponti muco-cutanei da cui si avvia la rigenerazione epiteliale, con completamento della guarigione delle ferite chirurgiche da 4 a 6 settimane circa. Tali ponti sono fondamentali per scongiurare o minimizzare il rischio di stenosi anale post-operatoria. Questa, peraltro, se diagnosticata precocemente, può essere di facile risoluzione.  La procedura viene eseguita in anestesia generale o spinale, a seconda del caso e delle preferenze del paziente. Tale procedura può comportare un periodo di recupero più lungo e un certo disagio post-operatorio, con dolore che può durare alcuni giorni. Dopo l’intervento, è importante seguire le indicazioni del chirurgo riguardo a dieta, igiene e assunzione di farmaci per il dolore. La tecnica di Milligan-Morgan è indicata soprattutto per emorroidi di grado III e IV, o in casi di recidiva dopo altri trattamenti. È una soluzione affidabile e duratura, anche se richiede un impegno maggiore nel post-operatorio.

    Cosa aspettarsi dopo il trattamento

    Il decorso post-operatorio dipende dal tipo di intervento. L’obiettivo è sempre garantire un recupero rapido e sicuro, riducendo il dolore e migliorando la qualità della vita.

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